“Cosa vorresti fare da grande? L’influencer!” Può sembrare uno stereotipo sulle nuove generazioni, ma in realtà non lo è. Sempre più spesso ci si sente attratti da questa professione che è diventata nel giro di pochissimo una delle più gettonate tra le professioni legate al web, portando con sé molti pregiudizi, spesso senza un vero fondamento logico. Ma cosa vuol dire “influencer”? L’influencer è chi riesce, per l’appunto, a influenzare il modo di pensare e il comportamento (d’acquisto) degli utenti. Grazie al suo savoir-faire, alla sua competenza relativa all’argomento trattato, alla sua affidabilità e al suo essere conosciuto si configura come un punto di riferimento per i propri follower. Checché se ne dica, non si raggiunge lo status di influencer per caso: dietro c’è un intenso lavoro di comunicazione e marketing oltre che di studio e formazione personale in merito all’area “di influenza” e di interesse. Un influencer che si occupa di beauty non può essere a digiuno di cosmesi e novità. Il suo parere è tenuto in considerazione da tanti follower e perdere di credibilità per degli errori o dei consigli sbagliati potrebbe costare caro a livello di affidabilità. Per questo motivo chi si lancia in questo mondo deve essere interessato all’argomento, deve saperlo spiegare e comunicare, ma deve essere soprattutto competente e affidabile. L’ambiente di internet, e dei social network in generale, è un ambiente molto competitivo ed è vitale essere sempre sul pezzo e al passo con tutte le novità. Anche il lavoro sull’immagine è estremamente importante: devi saperti vendere e vendere quello che sei e sai fare. Ma è tutto così lineare? Basta sapersi vendere e conoscete il proprio settore per diventare un “vero influencer” e influenzare la gente? Purtroppo, anche questa professione nasconde le sue sfere di luce e ombre e l’immagine dell’influencer-mega-imprenditore di tanto in tanto vacilla. Proviamo a capire insieme cosa sta cambiando nel mestiere più gettonato della rete e cosa si intende per boom di finti influencer.

Gli influencer sono ancora in grado di influenzarci?

La professione dell’influencer ha spopolato negli ultimi anni e ancora oggi è il sogno proibito e inarrivabile di molti. Sono molte le personalità che si sono presentate sul web e spesso sono anche riuscite a spopolare e a farsi apprezzare sia per il modo di porsi e comunicare sia per il numero di follower. Instagram è stata la piattaforma di lancio per gli influencer per le numerose opportunità che offre come social network: foto, interazioni reali e istantanee e via DM o sotto i post, stories ma soprattutto le dirette che hanno permesso al mondo di vivere in tempo reale ogni momento della vita delle nostre “star”. Questa moda delle stories ha portato, però, a una sorta di megalomania: tutti hanno pensato/pensano di poter dire la loro (ed effettivamente così è ed è stato) e di poter diventare dei personaggi del web. Molti sono riusciti a raggiungere lo status di “influencer”, altri sono stati un po’ delle meteore. Per questo si parla sempre più spesso di boom di “finti influencer”, persone che riescono a raggiungere la popolarità ma riescono a reggere poco il peso della popolarità o perdono man mano i propri follower. Infatti, per riuscire a “durare” bisogna avere qualcosa da dire e saper farlo. Bisogna essere davvero degli imprenditori e avere sempre nuove idee per far appassionare chi li segue. Inoltre, è stato rilevato che le conversioni veicolate dai profili o dalle pagine degli influencer sono più esigue rispetto a quelle di qualche anno fa. I post e gli articoli sponsorizzati riportano dei risultati migliori e permettono di generare traffico e conversioni maggiori, anche se si rileva comunque una criticità di fondo. Un cambiamento di interesse da parte degli utenti? Un cambiamento di tendenza? Un’inversione nel senso di marcia? Molte sono le variabili, ma una cosa è certa: gli influencer per influenzare devono esserne capaci. Chi improvvisa rischia di fallire, anche perché non riesce a rispondere in maniera adeguata ai bisogni degli utenti e delle community producendo contenuti di valore e “un servizio” consistente e appropriato. Che sia l’inizio di un’era di influencer minori e di nicchia a partire da Instagram?