Il crowdfunding comporta la necessità di costruire rapidamente una comunità voluminosa di potenziali investitori, e di guadagnarne la fiducia. Sono due obiettivi raggiungibili più facilmente grazie all’aiuto degli influencer. Detto così sembra tutto semplicissimo, ma in realtà qualche suggerimento per procedere al meglio non è mai di troppo.

Trovare gli influencer sui media frequentati dai tuoi scommettitori

Allora, iniziamo…dall’inizio! Nel tuo caso quello che ti interessa è trovare gli influencer della tua comunità, giusto? Questo implica una certa conoscenza della comunità in questione. “Ok, possiamo farla finita con le banalità?”. Beh, se hai già avuto modo di condurre questa ricerca da te, ti sarai stupito del numero importante di campagne marketing lanciate senza previamente definire un target, né la concorrenza da sfidare, né il posizionamento da adottare per il prodotto.

Se conosci il tuo target, conoscerai allora per forza i social e i supporti sui quali avvengono gli scambi. Ricorda che non c’è solo Instagram! Le community che si ritrovano su piattaforme più confidenziali come Medium (crescita personale), Tumblr (design) o Telegram (cripto-monete) sono numerosissime. E soprattutto, la maggior parte delle community si ritrovano intorno a blog specializzati. Vorrai quindi sapere quali sono i blogger più influenti, vero? Sappi che nella maggior parte dei casi questi blogger sono influenti anche sui social, e pertanto, nel concludere un partenariato con loro, hai spesso l’occasione di prendere due piccioni con una fava.

Puntare sugli influencer con indici di coinvolgimento forti

Come fare per selezionare i migliori nella giungla fitta degli influencer? Il primo riflesso da avere è quello di concentrarsi sul numero degli abbonati / like / visitatori unici (a seconda del supporto). Benissimo, ma non basta. Infatti, in un contesto invaso dai bot e dagli strumenti automatizzati, questi sono tutti numeri facilmente manipolabili.

Ricorda: il Marketing di Influenza non è (solo) una questione di cifre! L’unico indice che non mente mai è quello del coinvolgimento ricevuto dall’influencer. Ma, anche qui, non stiamo parlando solo del numero di “like” o di commenti sui post, cose anch’esse manipolabili. Va osservato il coinvolgimento qualitativo: l’influencer è davvero capace di creare un rapporto sincero con il suo pubblico? La pagina o il blog dell’influencer è davvero uno spazio di dialogo per la comunità? Se così è, vuol dire che hai appena trovato la perla rara!

Dare la priorità a diversi micro-influencer

Trovare la perla rara va benissimo, ma se puoi trovarne parecchie è ancora meglio, non è vero? In realtà, questo non è solo auspicabile ma necessario. Se segui spesso gli articoli del nostro blog, saprai di sicuro che sono i micro-influencer a dominare la scena, sono loro che riescono ad ottenere i migliori indici di coinvolgimento, e sono loro che potranno rendere più proficua la tua campagna.

Qual’è il più efficace? Il nano, il micro o il macro-influencer?

Va comunque precisato che il reach dei micro-influencer è in generale più confidenziale, e pertanto dovrai mobilizzarne diversi se vuoi conquistare un’audience sufficiente. Un pool di cinque micro-influencer per cominciare è un minimo indispensabile.

Collaborare a monte sul contenuto da produrre

Se sei tu a creare il tuo contenuto, per poi chiedere agli influencer di condividerlo semplicemente, vuol dire che ancora non hai capito come funziona il Marketing di Influenza (ma non è mai troppo tardi per iniziare a fare le cose per bene!). Peraltro, è probabile che molto spesso gli influencer rifiutino simili proposte! Gli influencer non sono semplici pedine da utilizzare per la condivisione dei tuoi contenuti, ma redattori a tutti gli effetti, e lasciar loro carta bianca in merito allo stile e al modo di comunicare il tuo messaggio ti darà fin da subito un vantaggio non da nulla. Ma c’è una terza soluzione, sicuramente la migliore di tutte: la co-creazione di contenuti. Questa strategia, chiamata Marketing di Confluenza, è il top assoluto dell’influenza.

➡️ Il marketing di confluenza, la strategia digitale di domani

➡️ 4 elementi fondamentali per creare una strategia di confluenza

La chiave del successo consiste nell’implicare gli influencer al massimo. Devono praticamente diventare membri del tuo team! Perché dunque non implicarli direttamente nello sviluppo del prodotto per il quale sei in cerca di investitori? Saranno sicuramente ancora più lusingati e stimolati di prendere parte alla tua campagna di prestito partecipativo, e faranno senz’altro del loro meglio per aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi di raccolta di fondi.

Qualsiasi partenariato con un influencer implica un percorso creativo portato avanti da lui ma anche da te! (Copyright foto: Brooke Lark, Unsplash)

Concretamente, ti consigliamo di ascoltare il suo punto di vista in merito alla concezione del prodotto o alla strategia di marketing. In seguito, verrà la fase di co-creazione degli strumenti promozionali. Un esempio per eccellenza consisterebbe nel collaborare sul video di presentazione del prodotto. Ma le opportunità specifiche per ogni settore sono varie e numerose, e elencarle tutte in questo articolo sarà difficile.

(Bonus) L’esempio degli ICO

Se gli influencer sono un tassello essenziale di qualsiasi campagna di crowdfunding, sono ancora più essenziali per gli ICO (Initial Coin Offering). Si tratta di un tipo di raccolta di fondi tipica del settore delle cripto-monete. Per semplificare, si tratta di lanciare un nuovo token (o coin) che servirà come moneta di scambio in futuro, all’interno di un nuovo ecosistema basato sulla blockchain. Acquistando questi token, gli investitori scommettono sul successo futuro del nuovo ecosistema, e dunque sul valore potenzialmente crescente del loro token.

In un contesto di pieno boom per le cripto-monete, l’anno scorso abbiamo assistito a una moltiplicazione degli ICO. Molti si sono rivelati degli imbrogli, e numerosi investitori o influencer si sono fatti raggirare. Gli ICO sono oramai sempre più rari e fanno fatica a convincere. (Copyright foto: Christopher Burns, Unsplash)

Ovviamente, qualsiasi tentativo di convincere potenziali investitori della realizzabilità del progetto implica la necessità di vantarne la fattibilità, l’uso corretto della tecnologia blockchain e il talento del team ingaggiato. Gli iniziatori di qualsiasi ICO sono dunque tenuti a vendere cose inesistenti, in quanto il progetto da promuovere non potrà realizzarsi prima di uno o due anni…ragion per cui si tratta di progetti basati in realtà sul nulla, e che pertanto fanno fatica a convincere sul loro fondamento. Gli influencer hanno un ruolo preponderante dal punto di vista della comunicazione, e sostenendo ufficialmente un ICO ottengono in cambio dotazioni cospicue, in moneta fiduciaria o in token (conviene quindi all’influencer che l’ICO si riveli un successo, al fine che i suoi token acquisiscano sempre più valore!).

Si sente spesso dire che il Cripto-marketing, questa nuova corrente del marketing dedicata appunto ai progetti blockchain (e dunque anche agli ICO), prefigura l’avvenire del marketing digitale. Non si può negare inoltre che il Marketing di Influenza sia l’incentivo per eccellenza del Cripto-marketing, il ché anticipa il ruolo preponderante dell’influenza nell’ambito delle campagne di marketing, per tutti i settori, ammesso che il settore delle cripto-monete indichi davvero la direzione giusta…