Nel corso degli ultimi dieci anni, i web marketer si sono focalizzati sulle strategie di contenuto, e in seguito sulle campagne di influenza. Oggi è ormai risaputo che la soluzione ideale per un risultato che sia il migliore possibile, nell’ambito di una strategia omnicanale, è una simbiosi dei due elementi. Se ti sembra arabo, ti invitiamo a leggere questo articolo.

Definizione di confluenza: il contenuto e l’influenza si incontrano

Arriva il marketing di confluenza. Bella parola, non è vero? Ma che cosa vuol dire esattamente? Il termine non è nuovo, anzi, è presente in qualsiasi dizionario della lingua italiana. Ecco la definizione proposta dal Treccani:

Confluenza: Nome femminile.
Incontro di idee, opinioni e simili.

Nell’ambito del marketing, caratterizza la convergenza del contenuto e dell’influenza, ed è un concetto ancora più rappresentativo per il fatto che racchiude anche la contrazione di questi due termini.

E adesso, tieniti forte: il marketing di confluenza riesce a coniugare il meglio dei due mondi per aumentare il tuo reach, generare backlink, aumentare il traffico verso il tuo sito e far esplodere le conversioni. Ti sembra poco?

Contrattaccare l’infobesità per essere ascoltato

Che belli i tempi del marketing di contenuto quand’era ancora ai primi passi! Bastava semplicemente produrre un bell’articolo (con qualche parola chiave) per apparire in testa ai risultati di ricerca, oppure un bel grafico per invadere i feed su LinkedIn.

Ci sono sempre più schermi, l’informazione è ormai disponibile in massa, al punto da rendere difficile per il cliente l’interpretazione o anche solo l’identificazione del tuo contenuto. (Copyright: Tookapic, Pexels)

Questi tempi sono finiti! Creare contenuti è sempre primordiale, ma all’era dell’infobesità, caratterizzata da una marea di contenuti, quelli da te creati rischiano di ritrovarsi persi nei meandri della rete e di passare completamente inosservati. Ecco perché è primordiale promuovere al meglio qualsiasi contenuto creato. E qual è il miglior modo per farlo? Fare ricorso agli influencer, ovviamente.

Una risposta al percorso di acquisto dei consumatori connessi

I consumatori sono ormai più informati che mai. Grazie a internet, sono in grado di effettuare da soli tutte le ricerche attinenti a un prodotto che li interessa, per comparare dati, prezzi, condizioni di vendita e prendere in considerazione gli avvisi dei consumatori…e degli opinionisti più in vista! Già nel 2014, in uno studio condotto da Nielsen, i consumatori affermavano di avere fiducia in questi tipi di contenuti:

  • contenuti autorevoli (esperti, giornalisti, influencer) al 51%,
  • contenuti di marchio al 27%,
  • contenuti pubblicitari al 22%.

Per di più, gli acquirenti scambiano informazioni sulle loro esperienze in merito ai prodotti, condividono i loro avvisi personali, emettono raccomandazioni e in tal modo diventano anch’essi veri e propri vettori di influenza.

I web marketer, di conseguenza, si ritrovano ad aver perso la loro morsa sul percorso di acquisto. Se vogliono recuperare una parte di influenza, sono ormai obbligati ad essere presenti sui canali da cui passano i loro clienti per prendere le loro decisioni. Lavorando in squadra insieme agli influencer, possono così ritrovare un po’ di impatto sulla fase di “considerazione”, proprio quella che precede l’acquisto. In definitiva, i marchi si fanno ormai concorrenza per riuscire a conquistare un minimo di attenzione da parte degli acquirenti, il nervo della guerra!

Ottenere o conservare l’attenzione degli internauti è diventata la nuova ossessione delle aziende della Silicon Valley. (Copyright: Victoria Heath, Unsplash)

Nondimeno, sarebbe sbagliato credere che il percorso del cliente si ferma una volta effettuato l’acquisto. Seguono altre fasi altrettanto importanti, come la soddisfazione, il mantenimento e la raccomandazione. Sono tutte fasi durante le quali il marchio deve continuare ad accompagnare il cliente, tanto più che l’ultima fase trasforma il cliente stesso in influencer, più o meno importante secondo il suo impatto sociale. Se il marchio crede fermamente nel suo prodotto, gli conviene tenere sott’occhio tutti gli avvisi positivi emessi dai suoi clienti, in quanto potrebbero portarlo sulle tracce di nuovi potenziali ambasciatori, la cui voce potrà essere abilmente amplificata.

Un nuovo modo di pianificare i propri contenuti

Assoldare un esperto o fornire pitch già pronti all’uso è assolutamente fuori discussione: è da un po’ che questa strategia non funziona più. I marchi devono oramai ingaggiare una vera e propria collaborazione con i creatori di contenuti. È il cuore stesso della strategia di confluenza.

La creatività non deve limitarsi all’influencer, e ti è sempre possibile aiutarlo a trovare la miglior strategia da adottare! (Copyright: Brooke Lark, Unsplash)

La base di qualsiasi strategia vincente è l’attenzione e la capacità di ascolto. Puoi imparare molto semplicemente facendo prova di ascolto e comprensione nei confronti dei tuoi clienti e degli influencer della tua industria, e poi ispirandotene (senza pertanto scopiazzare), ovvero utilizzando gli stessi hashtag e iniziando a intrattenere una conversazione con loro. Prima di sperare in una collaborazione profonda e duratura è necessario essere in grado di farsi notare e di ispirare loro simpatia e ammirazione. Red Bull è il campione in carica, senza dubbio, ma i marchi che adottano progressivamente lo stesso tipo si strategia di confluenza, costruendo partenariati con micro-influencer, nel loro piccolo, sono sempre più numerosi.

Un contenuto più umano, incentrato sulle intenzioni del prospect

Un contenuto corporate è l’errore più frequente in cui si imbattono le aziende. Si ritrovano a sprecare il loro budget investendo in contenuti che non sono in grado di ottenere l’attenzione sperata da parte dei potenziali prospect. I blogger influenti, invece, sanno comunicare in maniera autentica e umana, ed è proprio questo il segreto del loro successo!

Un influencer ha il potere di obbligarti a uscire fuori dai limiti del territorio del tuo marchio, permettendoti di esplorare nuovi orizzonti…e nuove fette di pubblico? (Copyright: Brooke Lark, Unsplash)

Affidare agli influencer le redini della creazione di contenuti, come la redazione di un articolo sponsorizzato, non può che suscitare ancora di più l’interesse dei tuoi prospect. Inoltre, non sottovalutare mai l’importanza della SEO. Creare contenuto umano diffuso dagli influencer è una tattica vincente anche dal punto di vista dei bot di Google. L’obiettivo degli algoritmi di ricerca non è di rendere i siti popolari indicizzandoli, ma di indicizzare i siti già popolari, ovvero quelli che comportano contenuti autorevoli e capaci di generare backlink.

Che cosa ne pensi della strategia di confluenza? Lavorare in squadra con gli influencer ti sembra una buona idea o ti sembra più opportuno lasciarli creare per te, autonomamente? Una risposta evidente non esiste, anche perché tutto dipende dal settore di attività di cui si parla. Ma una cosa è certa: in teoria, la strategia più adatta alle ultime tendenze del marketing è senz’altro la confluenza. Non perderti i prossimi articoli in merito, sempre sul nostro blog!