Il 31 agosto è la giornata mondiale del blog 🎉. Ti sembra fuori moda? Non credere, il blog è più attuale che mai. Eccone le prove:

Le statistiche del blogging nel 2018

Il tema della morte (o meno) del blog va argomentata. Molta gente vorrebbe relegarlo fra le reliquie di internet, comparandolo ad antichità come Myspace e Lycos (R.I.P.). Ecco perché è sempre interessante fornire prove concrete: in realtà il blog è ancora in gran forma, le cifre lo dicono e non mentono mai.

Prendiamo esempio da una delle piattaforme più in vista del blogging, particolarmente apprezzato dai millennial: Tumblr. È un servizio in declino o in piena ascensione? Il seguente grafico permette di visualizzare la risposta, e il verdetto è indiscutibile: l’interesse degli internauti per questo servizio è sempre crescente. Smentita cocente per gli scettici del blog!

Evoluzione del numero di blog su Tumblr: la soglia dei 400 milioni è stata superata facilmente quest’anno, senza che nessun rallentamento della crescita sia stato osservato. Anzi: Tumblr cresce più rapidamente nel 2018 che non nel 2015. (Fonte: Statista)

Rimanendo pur sempre popolare, il blogging è comunque sensibilmente cambiato. L’ultimo studio di Orbite Media (pubblicato dall’agenzia Dix-Katre) ha potuto svelare nuove pratiche: i blogger pubblicano meno articoli ma più ricchi.

  • Nel 2014, la maggior parte dei blogger affermavano di aver pubblicato “2 a 6 volte a settimana”, ovvero in media meno di prima.
  • La lunghezza media di un articolo è invece aumentata del 41% in 4 anni, per raggiungere le 1142 parole. È l’evoluzione più flagrante evidenziata dallo studio.

Dal punto di vista editoriale, il blog diventa in un certo senso un media più maturo, e a volte semi-professionale. In certi casi può fare persino concorrenza ai pure players, siti di informazione 100% online, come l’Huffpost. Una cosa è sicura: fra blog influenti e siti professionali la frontiera si sta attenuando.

Il blog non è destinato a sparire ma a evolversi

Il blog non è più sistematicamente un Web Log, ovvero un diario di bordo composto essenzialmente da testo. Per essere precisi, Tumblr a ha democratizzato una concezione più estesa del blog, in cui una pubblicazione può essere composta anche solo da una foto, un video, una semplice citazione oppure un GIF animato. WordPress, dal canto suo, ha permesso di stabilire uno standard, soprattutto per la sfera semi-professionale, rendendo disponibili i temi più svariati, adattati a nuove forme di blogging, come il popolarissimo blog photo. Alla data di oggi WordPress è stato scaricato 1 miliardo di volte (fonte:codeinwp), un successo sempre crescente dal suo lancio, risalente al 2003…ovvero a ben 15 anni fa!

Tumblr è stato senza dubbio la punta di diamante di nuove famiglie di elementi visivi dal successo sempre crescente su internet: le citazioni e gli aforismi, i contenuti per amatori oppure i GIF animati. (Copyright foto: Alexandra, Unsplash)

Anche quando si tratta di blog a vocazione editoriale, i blogger hanno adattato nettamente i loro metodi. L’attenzione degli internauti diminuisce? Il tempo è contato? Non arrenderti! I blogger hanno saputo fin da subito (e ancora prima dei giornalisti) lavorare sulla leggibilità del loro contenuto (leggibilità intesa nella sua accezione primordiale, ovvero la propensione ad essere letto, detta readability in inglese). Hanno democratizzato i paragrafi corti, gli elenchi puntati, l’uso generalizzato di elementi visivi, di grafici, etc. Il 58% dei blogger dichiarano di non inserire più di un’immagine per ogni articolo…esattamente come sul blog di getfluence.com, come forse hai avuto modo di notare.

Questa evoluzione della leggibilità ha permesso inoltre agli autori di allungare i propri testi, come abbiamo visto in precedenza, dando torto a coloro che annunciavano la morte del contenuto di fondo e dei lunghi articoli su internet. Content is King!

La tendenza del blog di nicchia

È ormai risaputo che il numero di blog è in continuo aumento. Gli internauti si devono oramai confrontare con un’offerta pletorica. I nuovi arrivati sono obbligati a distinguersi se vogliono farcela. La strategia numero uno consiste nel conquistare innanzitutto una nicchia. Questa può essere costituita da un determinato target demografico, da un tema specifico o da un settore dell’industria in particolare. In ogni caso, il focus dev’essere abbastanza preciso da giustificare la definizione di nicchia. No, un nuovo sito sullo yoga non è un blog di nicchia. Un blog sull’Acro Yoga (che si pratica in coppia) invece si. Hai capito il concetto?

I nuovi blogger sono “condannati” a scegliere un tema preciso, altrimenti farsi un posto in mezzo al marasma di blog rischia di essere una missione difficoltosa. (Copyright foto: Chase Clark, Unsplash)

Il blog di nicchia riscuote oramai un successo fenomenale, per queste ragioni:

  • Obbliga il blogger a concentrare i suoi sforzi su un tema specifico e a non perdere di vista l’obiettivo, per non disperdersi inutilmente,
  • Permette al blogger di arricchire le proprie conoscenze a mano a mano che pubblica nuovi articoli,
  • Permette di trovare un pubblico fedele più rapidamente,
  • Apre le porte a nuovi partenariati, con marchi che operano nella stessa nicchia, ad esempio con articoli sponsorizzati,
  • È di conseguenza monetizzabile più rapidamente.

Bloggare per autocitarsi

In realtà, il blog ha saputo rinnovare l’interesse quando i marchi hanno iniziato ad appropriarsi del fenomeno, avendo capito che il vecchio marketing, quello che si accontenta di elencare le caratteristiche del proprio prodotto o dei propri servizi, non funzionava più. È stato necessario rendersi utile per i consumatori, per guadagnarne la fiducia e farne clienti fedeli. Questo vale a maggior ragione per il B2B, il cui principio di base è la credibilità.

Il blog è spesso la pagina numero uno su cui si capita per il traffico che proviene dai motori di ricerca. (Copyright photo: MIX Ltd, Pexels)

Poiché Google da la priorità al contenuto editoriale nei suoi risultati di ricerca, i marchi hanno ormai capito che una strategia di contenuto era ormai primordiale per il loro SEO. Il blog è così una porta di accesso verso il loro dominio, e le incombe il compito di garantire il transito tra gli articoli e la sezione commerciale del sito.

(Bonus) le reazioni dei sostenitori di Twitter alla morte del blog

L’account Twitter @bylinkjuice ti ha preparato un best-of dei migliori tweet della twittosfera francofona. Puoi accedere qui al Momento

“- Ah, quindi sei una blogger…cioè, un’influencer, giusto?
– No, sono solo una blogger.
– Ah, ok…quindi sei una specie di Youtuber?
– Assolutamente no.
– Ah…non riesco a capire, che cosa sei?

Quando tenere un blog è un’attività oscura.”

Il blog fa indiscutibilmente parte degli avi dell’Internet odierno, proprio come i motori di ricerca e le e-mail. E indovina un po’: sono tutti antenati assolutamente prosperi, e ancora destinati a un futuro fiorente. Scommettiamo che nel 2015 il blog sarà ancora attualissimo? Ci mettiamo la mano sul fuoco!