Quant’è difficile imporsi su internet! Nonostante tutti gli articoli pubblicati regolarmente, il tuo traffico è ridicolo. Sembra facile per gli altri, che mondo ingrato…ma non credere, tutti i creatori di contenuto fanno fatica all’inizio. Non è una fatalità: coloro che ce la fanno perseverano e aggiustano il tiro. Ecco le cinque ragioni principali per cui alcuni articoli non attirano i lettori. È un problema che ti riguarda di sicuro, pertanto ti consigliamo di prendere le disposizioni necessarie.

1 – Stai prendendo troppo alla leggera la promozione del tuo contenuto

La ricerca e la redazione dei contenuti rappresentano solo il 50% del lavoro. È necessario dedicare come minimo la stessa quantità di tempo alla promozione del tuo articolo. Una condivisione su Facebook e Twitter non è assolutamente sufficiente.

Per quanto riguarda i social, ti consigliamo di condividere il tuo contenuto su un massimo di essi, e di continuare a sfruttare quelli che sembrano funzionare meglio: dovrebbero essercene diversi adatti alle tue esigenze. La quantità di traffico che i social ti apporteranno all’inizio sarà minima. Per arrivare a una base di abbonati ragionevole, ti consigliamo di instaurare una serie di strumenti automatizzati come Owlead per Twitter o Instazood per Instagram.

In un mondo invaso da un’infobesità galoppante, il tuo contenuto non riuscirà mai a trovare un posto di rilievo se non impieghi le armi di promozione più efficaci che esistano! 📢 (Copyright foto: Jens Mahnke, Pexels)

Quali sono allora le alternative? Ti consigliamo di arricchire il tuo articolo con le esperienze raccontate dagli influencer, notificandoli al momento della pubblicazione online dell’articolo. Non ti resta che incrociare le dita sperando che lo condividano!

2- La presentazione è poco invitante

Come va presentato un articolo? Cercando di invogliare il lettore a cliccare e a leggere il contenuto interamente, tramite alcuni accorgimenti, fra i quali possiamo citare, per ordine di importanza:

  • La grafica della prima pagina. Hai notato con quanta accuratezza sono state scelte e posizionate le immagini delle prime pagine sul blog getfluence.com? Non è solo una questione di meticolosità! L’aspetto visivo è il primo elemento che attira l’attenzione. Se è allettante, l’internauta si degnerà di verificare il titolo dell’articolo e poi di cliccare. Per trovare belle foto, pensa alle banche di immagini gratuite come Unsplash o Pixabay.
  • Il titolo (headline). Buzzfeed deve tutto il suo successo ai suoi titoli ad effetto. Avresti cliccato su questo articolo se il titolo fosse stato: “Massimizzazione del potenziale dei contenuti editoriali?” Forse no! Annunciando una lista concisa (“5 ragioni”) sai già che cosa aspettarti, e la tecnicità dell’articolo mette meno soggezione. Aggiungendo poi un livello di provocazione (“nessuno legge i tuoi articoli”) è possibile stuzzicare la curiosità del potenziale lettore. Le tecniche per massimizzare i tassi di click sono numerose, e prima o poi vale la pena impararle.
  • L’introduzione. Che si tratti di Google o di social, l’introduzione o la meta-descrizione del tuo articolo apparirà sempre al di sotto della tua headline. Ecco perché conviene sempre cercare di stimolare l’interesse e di far venire voglia di continuare a leggere, fin dalle prime linee. Come dice il detto, non c’è una seconda occasione per fare una buona prima impressione.

Questi tre elementi dovrebbero darti da pensare tanto quanto il resto della produzione del contenuto, in quanto determinano per il 99% il successo o l’esito negativo dei tuoi articoli.

3 – Il tuo contenuto non spicca fra gli altri

Sei fiero dell’articolo che hai scritto o hai fatto il minimo indispensabile? Su internet l’offerta di contenuti è talmente varia che un articolo di più o di meno non sarà in grado di distinguersi dalla massa, se non dispone di nessun valore aggiunto in particolare.

Secondo uno studio di Quicksprout, la lunghezza ideale di un articolo è di 2416 parole, se l’obiettivo è di massimizzare il numero di condivisioni. (Copyright foto: Pedro Nogueira, Unsplash)

Alcuni blog realizzano una buona porzione del loro traffico grazie a una manciata di post. Che cos’hanno in comune questi contenuti di primo piano?

  • Sono fra i più completi del web sul tema in questione,
  • Le informazioni fornite sono affidabili, basate su studi seri,
  • Sono evergreen (sempreverdi) ovvero il loro interesse non diminuisce col tempo, oppure vengono aggiornati regolarmente al fine di fornire informazioni sempre esaustive,
  • Contengono più di 2000 caratteri,
  • Comportano numerosi elementi visuali e altri media tipo video o infografica,
  • L’autore risponde alle domande nei commenti.

Se pubblichi un nuovo articolo, ma che su internet esiste già meglio, è tutto tempo perso. Passa piuttosto qualche ora in più sul contenuto per renderlo unico e più completo, altrimenti la tua pubblicazione rischia di fare un buco nell’acqua.

4 – Il tuo approccio è asettico e poco coinvolgente

Essere professionista o obiettivo non significa per forza acquisire un’attitudine neutra! Le intelligenze artificiali saranno presto in grado di scrivere articoli (a dire il vero, è un fenomeno che già esiste!). Forse le tue intenzioni sono buone, ma se il tuo articolo appare come l’opera di un robot senza cuore, il tuo contenuto non sarà certo in grado di distinguersi dal resto, anzi! Su un blog i lettori ricercano informazioni, ma anche l’esperienza di una relazione privilegiata con il blogger.

Se i tuoi articoli sono neutri, sterili e senza personalità è poco probabile che siano in grado di generare un qualsiasi interesse. Sei un blogger, non un giornalista del Sole 24 ore! E questo vale che tu sia un blogger indipendente o che tu sia incaricato di tenere un blog aziendale: in entrambi i casi un approccio umano è l’unico approccio valido. (Copyright foto: Noah Buscher, Unsplash)

5 – Il tuo contenuto è troppo commerciale

Se tieni un blog aziendale, uno dei rischi incorsi è quello di una comunicazione troppo corporate. Il sito di Red Bull contiene forse solo articoli sugli effetti positivi della bibita? Non sia mai! Il marchio si sforza invece di fornire contenuti di qualità ricchi di media come ad esempio “Come filmare la propria sessione di VTT?” oppure un reportage sul Wakeskating nel deserto della Giordania.

Prima di mirare a monetizzare il tuo blog, dovrai per forza impegnarti a fondo per creare del contenuto attraente, autentico e regolare. Potrai raccogliere i frutti del tuo lavoro solo più tardi. (Copyright: Amaury Salas Unsplash).

Sei un blogger? Voler remunerare il tuo lavoro è un’intenzione legittima. Attenzione però a non agghindare il tuo sito con banner pubblicitari, che rischiano di rovinare l’esperienza dell’utente, e a non aggiungere link di affiliati ovunque. Quando finalmente il traffico inizierà ad intensificarsi, potrai cominciare a lanciarti nell’universo degli articoli sponsorizzati, una forma di pubblicità nativa che sarà accettata più facilmente dagli internauti.

Nessuno di questi 5 punti ti riguarda, davvero? In tal caso, forse sei solo un po’ impaziente. Nessun blog è diventato popolare in una notte. Costruire una community è un lavoro lungo e complesso, e poiché i motori di ricerca fanno prova di inerzia, è necessario un certo tempo prima di ricevere quantità importanti ti traffico organico. Continua a fare del tuo meglio, persevera, segui le regole del gioco e vedrai che il tuo lavoro porterà i suoi frutti.