Le piattaforme di influencer non sono indispensabili – è perfettamente possibile contattare direttamente un influencer – ma facilitano e accelerano notevolmente l’identificazione, la presa di contatto e la conclusione di un accordo con un influencer. Sempre più numerosi, questi servizi non sono sempre irreprensibili. Essere cosciente delle loro potenziali debolezze è un vero e proprio asso nella manica, che ti permetterà di scegliere meglio una piattaforma davvero efficace che corrisponda per il meglio ai tuoi bisogni.

Il numero di influencer non comprovati

Alcuni dei problemi relativi alle piattaforme di influencer sono gli stessi che riguardano il marketing di influenza in generale…tranne per il fatto che naturalmente ci si aspetterebbe dai servizi a pagamento che siano in grado di evitare questo tipo di seccature. Ma non è sempre così.

Troppi influencer nascondono in realtà truffe e imposture. Purtroppo, la maggior parte delle piattaforme di influenza non selezionano a dovere. (Copyright: Stefano Pollio, Unsplash)

Ecco perché uno dei problemi principali del Marketing di Influenza, è la profusione di profili la cui influenza è in realtà artificiale. Questi impostori riescono a infiltrarsi perché spesso le piattaforme, purtroppo, non filtrano né selezionano a dovere. A volte è semplicissimo registrarsi come influencer su una piattaforma, mentre in logica un’inchiesta approfondita è necessaria, è una questione di buon senso. Menzionare il divieto di bot, di tecniche automatizzate e dell’acquisto puro e semplice di abbonati, è una misura preventiva chiaramente insufficiente.

Il problema non è puramente aneddotico. In aprile del 2018, Points North Group pubblicava uno scoop sensazionale, con il suo top 10 degli annunciatori che hanno fatto maggiormente ricorso a falsi influencer. La lista corrisponde chiaramente a una classifica dei marchi che si sono fatti abbindolare più spesso!

78% dei profili coinvolti nelle campagne di Ritz-Carlton (catena di hotel) si sono rivelati falsi, a causa di ricorsi continui a falsi influencer. (Fonte: Points North Group)

Informati sulle modalità di selezione degli influencer proposti dalla piattaforma, se vuoi evitare che il tuo marchio venga associato a un bot.

Una messa in relazione marchi / influencer ridotta al minimo

Molte piattaforme si accontentano di ricoprire unicamente un ruolo di messa in relazione. Diventano allora semplici mercati, mentre potrebbero giocare un vero e proprio ruolo da intermediario. Il loro obiettivo è di arrogarsi l’esclusività di un maggior numero possibile fra gli influencer integrati nella loro pool, senza proporre un autentico valore aggiunto in seguito, né per l’influencer, né per l’annunciatore.

Passare via una piattaforma dovrebbe rappresentare un’ottima opportunità per poter contare su un alleato di fiducia, al fine di concludere partenariati di successo con degli influencer. (Copyright: rawpixel.com, Pexels)

Ma allora, tanto vale entrare in contatto diretto con degli influencer senza avvalersi di un intermediario, che si prenderà peraltro una commissione (non meritata). Una piattaforma ad alte prestazioni deve permettere di fluidificare la relazione tra il marchio e l’influencer, e quindi:

  • Assistere il marchio nella sua ricerca di influencer sulla piattaforma,
  • Accertarsi che le condizioni tariffarie equivalgano a un accordo vantaggioso per le due parti,
  • Controllare che la collaborazione rispetti le regole del gioco e il calendario previsto,
  • Fluidificare e sorvegliare la transazione finanziaria tra le due parti.

Una diversificazione delle tariffe influencer inesistente

Le piattaforme privilegiano la chiarezza e la semplicità per la loro tariffazione. Iniziativa rispettabile, ma che rischia di compromettere la possibilità di partenariati fedeli al 100%. Sono numerosi i criteri in ballo per misurare il valore di un partenariato con un influencer: il suo pubblico, il suo tasso di coinvolgimento abituale, la qualità del contenuto creato, la frequenza delle pubblicazioni sponsorizzate, la condivisione del contenuto su altri social, la durata della visibilità, etc.

Esiste una vasta gamma di prezzi per valutare il giusto valore di un partenariato, ma le piattaforme devono presentare una griglia tariffaria semplice e concisa. (Copyright foto: Kaboompics, Pexels)

Con una griglia tariffaria di soli 3 o 4 ordini di prezzi, c’è da scommettere che i prezzi da pagare non corrispondano al vero valore del partenariato, e che ti ritroverai a pagare spesso più del prezzo giusto, invece di approfittare delle migliori occasioni…

Un motore di ricerca limitato

Se sei un marchio di cosmetici o videogiochi, le piattaforme ti possono offrire un’ampia scelta di profili adatti…al punto che può rivelarsi difficile scegliere con quali lavorare. Il motore di ricerca ti rinvierà centinaia di risultati senza aiutarti a scegliere al meglio i potenziali candidati.

I motori di ricerca delle piattaforme di influenza a volte fanno fatica a capire le parole chiave da te utilizzate, in particolare se operi in una nicchia, come spesso accade. (Copyright: Mattew Brodeur’, Unsplash)

Per contro, se operi in una nicchia, come il 90% delle aziende, la situazione si fa ancora più complessa, in quanto il motore potrebbe ritrovarsi nell’incapacità di trovare un profilo corrispondente, all’interno di un pool per forza di cose limitato.

La sovrastima di Instagram

Per un gran numero di piattaforme, influenza è sinonimo di Instagram, o al massimo di YouTube. La stragrande maggioranza di influencer “disponibili” operano su questi canali. Ma non dimentichiamoci che le due piattaforme più competitive per il marketing di influenza sono i blog e Facebook, con cui Insta per il momento fa (molta) fatica a competere.

I risultati di uno studio dell’istituto Tomoson effettuato interrogando una selezione di marketer sugli influencer più in vista per la loro campagna, indicano che sono chiaramente i blogger ad arrivare primi in classifica (37% delle risposte), seguiti dagli influencer di Facebook (25%). Instagram si posiziona al terzo posto, sorprendendo tutti. (Copyright grafico: Business 2 Community. Fonte: Tomoson)

I blog vengono incomprensibilmente ignorati da un grande numero di piattaforme dedicate all’influenza, come se i blogger non fossero veri e propri influencer…mentre in realtà è proprio il contrario! Spetta a te cogliere l’opportunità introducendo i blogger nelle tue campagne di influenza.

È proprio per il fatto che conosciamo i punti deboli delle piattaforme di influencer attuali che abbiamo deciso di creare la nostra, completamente orientata verso i blog, facile d’uso, con iscrizione gratuita, e con un team pronto ad aiutarti in qualsiasi situazione, lungo tutta la durata della collaborazione con il blogger prescelto. Se getfluence.com è la piattaforma leader della messa in relazione tra annunciatori e siti influenti, non è certo per caso…