Il marketing di influenza riveste un ruolo importante in seno al B2B. La cosa più difficile è tentare di immaginare quale forma potrebbe prendere. Per il B2C, la soluzione più semplice è spesso quella dell’inserimento di prodotti. Per quanto riguarda il B2B, spesso questa soluzione si rivela non pertinente. Tuttavia, esistono numerose alternative. Eccone una panoramica esaustiva, per permetterti di selezionare al meglio e con cognizione di causa la soluzione più valida per la tua attività.

Le collaborazioni di base tra marchio e influencer B2B

Testimonianza

Mettere in atto una strategia di contenuti significa diffondere regolarmente una serie di articoli di attualità e sull’evoluzione del tuo settore di attività. Questo contenuto va però pubblicizzato. Un modo possibile di procedere consiste nell’avvicinarti a una figura del tuo settore, al fine di raccogliere la sua opinione in merito al tuo ultimo articolo. L’influencer sarà lusingato del fatto che ti affidi al suo giudizio, anche perché questo gli permette di rafforzare il suo status in seno al suo settore di specializzazione. È molto probabile che, una volta che l’articolo è stato pubblicato, sia l’influencer stesso a diffonderlo sui social, offrendo in tal modo al tuo contenuto un reach esponenziale.

La citazione di un esperto aggiunge per forza un certo livello di credibilità al tuo articolo. E se l’influencer in questione diffonde il tuo articolo sulla propria rete di social, tu ci guadagni una visibilità gratuita, una manna dal cielo per il tuo contenuto e il tuo marchio! (Copyright foto: Jason Leung, Unsplash)

Questa è una forma di partenariato esente da pagamenti, in quanto consiste piuttosto in un accordo vantaggioso per entrambe le parti. Comunque sia, ti consigliamo di dare la priorità ai piccoli influencer per questo tipo di operazioni, essendo meno probabile che un influencer conosciutissimo ti faccia un favore del genere.

L’intervista

Più che non una testimonianza aneddotica in seno ad un articolo di portata più vasta, l’intervista permette di mettere al centro dell’attenzione e di valorizzare un influencer in vista.

Anche in questo caso, il partenariato non implica in teoria nessun tipo di pagamento destinato all’influencer. Può essere comparato a una forma di sponsoring della tua attività da parte dell’influencer, poiché si tratta di associare la tua immagine alla sua. È dunque possibile che un influencer molto in vista reclami una sorta di “compensazione” per la sua contribuzione.

Il guest post

Passiamo ora al livello superiore: perché non aprire direttamente la tua tribuna a un opinionista? È un’operazione che potrebbe rinforzare notevolmente l’attrattività del tuo blog, e posizionarlo come una sorta di place to be.

Forse però sarà necessario indennizzare l’influencer. Il guest post è una contribuzione di alto livello, per la quale il redattore dovrà impiegare del tempo. È più giudizioso in questo caso proporre direttamente un tema chiave al tuo contatto, pur sempre precisando che rimani flessibile e aperto ad eventuali ritocchi, o addirittura a deviazioni verso altri temi, se necessario.

Molti influencer in vista scrivono già puntualmente per la stampa specializzata, o persino in alcuni media generalisti. Se vuoi accogliere un articolo redatto da loro, dovrai sicuramente retribuirli. (Copyright foto: Joe The Goat Farmer, Flickr)

Questo è un principio che funziona in tutte e due le direzioni. Se l’influencer in questione è di fatto un blogger, puoi benissimo proporgli di fornirgli un articolo completo, redatto da una figura chiave della tua azienda. Per maggiori informazioni in merito ai guest post, ti consigliamo la lettura del nostro articolo dedicato a questo tema: come iniziare con i guest post.

I partenariati ricorrenti nel B2B

Il link sharing

Si tratta di un sistema piuttosto recente, che poche aziende hanno già sperimentato, ma che è destinato sicuramente a democratizzarsi, data la sua indiscutibile efficacia. Il link sharing consiste nella condivisione regolare del tuo contenuto da parte dell’influencer. L’accordo potrebbe prevedere ad esempio che l’influencer condivida sulla sua rete di social ciascuno dei tuoi articoli, co una frequenza di tre articoli a settimana.

Con il link sharing, l’influencer diventa un anello (umano) essenziale della catena che costituisce la tua strategia di promozione di contenuto B2B. (Copyright foto: Darrel Und, Pexels)

La fatturazione dipende dal peso dell’influencer e dall’interesse che suscita generalmente sui contenuti da esso condivisi, come i suoi tweet.

Gli articoli

A vista d’occhio è semplice: il blogger redige un articolo sul tuo marchio o sul tuo ultimo prodotto, conservando la linea editoriale del suo blog, e pubblicandolo come un articolo normale. Questo articolo sponsorizzato può essere negoziato direttamente con il blogger influente, o più semplicemente via una piattaforma di messa in relazione.

Al fine di rendere il partenariato più credibile, ti consigliamo di rinnovare l’esperienza regolarmente con il blogger. A maggior ragione nel B2B, in cui le decisioni di acquisto possono essere estremamente lunghe. Ogni nuovo articolo sarà in grado di accompagnare potenziali acquirenti lungo il loro percorso di riflessione, aumentando le possibilità che sia il tuo marchio ed essere prescelto per il loro prossimo ordine.

L’ambasciatore di marchio

Ecco la collaborazione ideale: fare dell’influencer un ambasciatore del tuo marchio 💁. L’influencer è quindi legato ufficialmente al tuo marchio, a lungo termine, e idealmente in modo esclusivo (e non potrà sostenere la concorrenza, secondo la logica di questo tipo di accordo).

L’ambasciatore di marchio è la forma più completa di Marketing di Influenza. L’influencer diventa in tal caso praticamente un rappresentante ufficiale del marchio. (Copyright: Alexander Mils, Unsplash)

È preferibile aver collaborato in primo luogo su progetti one shot con un influencer, prima di farne il proprio ambasciatore. Questo ti darà modo di confermare l’affidabilità del personaggio, e la compatibilità con la tua immagine di marchio.

Tutto questo ti sembra convincente? Allora ti consigliamo di scoprire senza esitare come assicurare il successo del tuo programma di ambasciatore di marchio!

Quali canali scegliere per le campagne di influenza B2B?

Come si concretizzano i partenariati B2B? Se hai letto con attenzione la parte precedente hai già la risposta giusta, ma ti offriamo comunque volentieri un riepilogo:

  • Sui blog professionisti, ovvero sul tuo blog di marchio (guest post, intervista, testimonianza) o su quello dell’influencer (articolo sponsorizzato),
  • Su LinkedIn: condivisione del tuo contenuto o del tuo articolo grazie alla piattaforma editoriale LinkedIn Pulse,
  • Sugli altri social, come Facebook, Twitter, etc. Tutti i social possono essere utili dal momento che il tuo pubblico vi si trova! (Tranne Google Plus. Nessuno va più su Google Plus. Lascia perdere fin da subito).

Il marketing di influenza B2B è ancora ai primi passi. Questo articolo ti ha offerto una panoramica completa delle pratiche più efficaci note al giorno d’oggi. Ma la strada da percorrere è ancora lunga, le scoperte ancora da fare sono numerose! Pertanto, non esitare a provare nuove forme di collaborazione, fintanto che il partenariato è vantaggioso per entrambe le parti (l’influencer e il tuo marchio).