Gli internauti sono invasi da un immenso flusso di contenuti, generato da privati, media, influencer o aziende. Queste ultime hanno capito da molto tempo che una strategia di Marketing dei Contenuti è essenziale. Essere utile a un utente o divertirlo è il miglior modo per farsi conoscere o di migliorare la propria reputazione. La diffusione del contenuto dev’essere regolare, il ché implica sforzi ingenti in termini di creazione di contenuti. Tuttavia, invece di guardare dritto davanti senza mai girarsi, può essere utile e interessante dare un occhio al retrovisore. Infatti, le perle rare o eventuali contenuti a forte portata e d’impatto potrebbero trovarsi proprio in seno alla propria cronologia di diffusione. Tali contenuti meriterebbero di essere riciclati a prezzi ridotti, guadagnando in tal modo l’occasione di ritrovare una nuova vita e di essere utili in modi nuovi al tuo marchio.

Creare o riciclare

La tua azienda pubblica senz’altro contenuti sui social, sul suo blog ufficiale e forse anche sul suo canale YouTube, attraverso webinar o newsletter. Sono tutti sforzi utili e lucrativi, ma richiedono uno sforzo enorme in termini di creazione, e quindi anche in termini di investimenti. Il rendimento dei capitali investiti, essendo questi molto elevati, può rivelarsi aleatorio, e l’efficacia dei contenuti così creati può rivelarsi incerto o insoddisfacente.

In realtà potresti essere seduto su una miniera d’oro; tutti i contenuti archiviati sono potenzialmente riutilizzabili, secondo il principio che gli americani designano come “Repurposing”, termine difficile da tradurre, ma che significa in sostanza ridirigere, riassegnare, rivalorizzare…insomma: riciclare.

Immergiti nei tuoi archivi: contengono sicuramente contenuti che meritano di essere rivalorizzati  (Copyright foto : Pixabay, Pexels)

Riciclare del contenuto è spesso sinonimo di economie di tempo e soldi. Questo spiega il successo che ha riscontrato questa strategia oltre oceano, laddove la ricerca del profitto è sport nazionale. È arrivato il tuo turno!

Una durata di vita limitata

La durata di vita dei contenuti, indipendentemente dalla loro qualità, è relativamente limitata sul web. Le fonti sono spesso discordanti, ma ecco la media della durata di vita dei diversi contenuti secondo le piattaforme che li contengono:

  • Twitter: 18 minuti,
  • Facebook: 5 ore,
  • Instagram: 24 ore,
  • LinkedIn: 1-2 giorni
  • Pinterest: 3 mesi
  • Blog: 1 anno e oltre
La durata di vita di un contenuto è variabile, ma ha comunque i giorni contati su internet. (Copyright foto : Kristopher Roller, Unsplash)

Realizzando un audit dei tuoi articoli o media, procedi all’identificazione dei più popolari, ovvero quelli che hanno realizzato il flusso più ingente di traffico, o che hanno generato più partecipazione. Nessun contenuto può rimanere popolare a tempo indeterminato. Se un contenuto arriva in fin di vita, forse è semplicemente arrivato il momento di riciclarlo per offrirgliene una nuova.

Contenuto popolare: come riciclarlo?

Come procedere concretamente a questa grande operazione di Repurposing globale?

  • Aggiornare. I dati contenuti nel tuo articolo possono senz’altro essere riciclati. Se hai citato uno studio del 2016, verifica innanzitutto se ne esiste uno più recente! L’istituto all’origine del sondaggio avrà magari pubblicato cifre nuove e più recenti.
  • Completare. Avevi elencato le tendenze maggiori in corso nel tuo settore, ma nel frattempo è emersa una nuova tendenza. Sarebbe più saggio aggiungerla al tuo articolo esistente.
  • Arricchire. Se il tuo articolo ha riscosso un certo successo, perché non arricchirlo ancora di più grazie a nuove grafiche, infografiche, video (siano queste tue o meno)? In tal modo il suo potenziale ne verrebbe duplicato. Idem se al video vengono aggiunti sottotitoli in un’altra lingua. Ci sono sempre soluzioni possibili.
  • Sintetizzare, ovvero assemblare diversi contenuti popolari creandone uno nuovo, dotato di una capacità d’impatto ancora maggiore. I tuoi migliori articoli di blog potrebbero ad esempio ritrovarsi in un e-book completo, oppure le tue stories su Instagram in un video dei best-of di Facebook.

Riciclare un contenuto per sbloccarne il potenziale

Fidati del tuo istinto. Se un contenuto ti sembra pertinente ma non ha realizzato le prestazioni sperate, potrebbe comunque valere la pena riciclarlo. Infatti, le ragioni di una prestazione media sono numerose e non sempre per forza legate alla sua qualità intrinseca.

Rivedere il timing

Il timing potrebbe essere la ragione della cattiva prestazione, e dev’essere considerato su due livelli: l’ora di diffusione del contenuto, che può avere un impatto enorme. Pubblicandolo a un’ora diversa del giorno, questo contenuto potrebbe avere un impatto molto più importante. E poi, su una scala più ampia, è possibile che tu sia in anticipo sul tuo tempo. Se arriva il momento giusto in cui il contenuto può diventare bollente, allora va ripubblicato al più presto.

Se pubblichi del contenuto diversi giorni di fila, incorri nel rischio di diminuirne il potenziale. Un consiglio: spaziane le pubblicazioni e varia i supporti. (Copyright foto: QuickOrder, Unsplash)

Provare un altro supporto

Il tuo contenuto ha un certo potenziale, ma non è valorizzato a dovere sulla piattaforma prescelta. Non è per forza un errore di valutazione. Infatti, è possibile che la piattaforma ideale non esistesse ancora al momento della prima pubblicazione di tale contenuto. Ad esempio, il corto video passato inosservato su YouTube la prima volta, potrebbe benissimo ritrovare una seconda vita in eventuali stories Instagram, o su IGTV. Allo stesso modo, il tuo articolo di blog sul tema del B2B potrebbe meritare una seconda vita, più promettente, su LinkedIn Pulse.

Riformattare

Se il tuo contenuto è davvero interessante, la fonte della tua bassa prestazione potrebbe risiedere nel formato scelto. Un lungo articolo sarebbe senz’altro più digesto sotto forma di infografica. Il webinar che non ha conquistato il pubblico sperato, magari non ha riscosso abbastanza successo solo a causa di una cattiva promozione. Non pubblicarlo su Facebook o su YouTube equivale a tagliarsi le gambe!

Cambiare creatore

Ricorrere alle proprie risorse interne per la creazione di contenuto è forse la soluzione più economica, ma non sempre la più giudiziosa. I tuoi dipendenti sono formattati dalla tua cultura aziendale, e hanno le mani legate dalle direttive di marchio. A volte è meglio dare carta bianca a un professionista esterno. Affidarti a un YouTuber per creare un video di presentazione per il tuo ultimo prodotto potrebbe rivelarsi una decisione saggia, così come ordinare un articolo sponsorizzato a un blogger influente. Quest’ultimo sarà in grado di trattare lo stesso tema in modo più sottile, creativo, e ti permetterà di conquistare un nuovo pubblico. Prova inoltre a sperimentare nuove piattaforme di messa in relazione gratuita, come getfluence.com.

Se pubblichi molti contenuti, avere una strategia di riciclaggio di contenuti non solo è una buonissima idea, ma una pratica essenziale, che ti permetterà di far passare il tuo Marketing di Contenuto alla velocità superiore, rivalorizzando i tuoi sforzi passati, e facendoti economizzare tempo, energie e soldi.