Hai deciso, giustamente, di trasferire progressivamente il tuo budget pubblicitario display verso la pubblicità nativa. Una fase obbligatoria consisterà nell’ordinare una serie di articoli sponsorizzati per appoggiare il tuo lancio prodotto. Ma qual è la somma ideale da investire in questa nuova strategia? Un tariffario unico per questo tipo di ordini non esiste, in quanto i criteri di cui va tenuto conto sono numerosi e influenzano notevolmente il budget finale. Ecco qualche consiglio.

Il vero valore aggiunto di un articolo sponsorizzato

Forse hai già un redattore interno, che si occupa in particolare di pubblicare articoli a frequenza regolare sul blog della tua azienda. È una strategia solida e a lungo termine, ma tutti i tuoi concorrenti fanno la stessa cosa, tant’è che il tuo settore si ritrova ad avere a che fare con un eccesso di contenuti. Ti consigliamo di uscire dai tuoi canali interni se vuoi davvero acquisire una certa visibilità su media esterni alla tua azienda. Anche qui il lavoro degli RP si rivela indispensabile, ma non pertanto sufficiente.

È qui che entra in gioco l’opportunità offerta dagli articoli sponsorizzati. Ma né il tuo redattore interno, ne il tuo responsabile delle Relazioni Pubbliche (che probabilmente in generale si occupa dei comunicati stampa) possono assumersi interamente questa missione. L’articolo sponsorizzato deve in effetti essere redatto dall’autore del sito in cui verrà pubblicato.

(Copyright: Joe The Goat Farmer, Flickr)

In quanto pubblicità nativa, l’articolo sponsorizzato deve dunque inserirsi naturalmente nel contenuto editoriale del sito sul quale è pubblicato, tant’è che diventa difficile per il lettore distinguere la sua particolarità rispetto agli altri post. L’autore del blog in questione è l’unico ad essere capace di riprodurre la linea editoriale abituale, a cui sono abbonati i lettori.

Con l’articolo sponsorizzato ti è possibile godere non solo della visibilità offerta dal sito in questione, ma anche dei talenti redazionali del team operativo. Infine, non dimentichiamo il valore del link verso il tuo dominio (backlink), che dev’essere necessariamente presente in un articolo sponsorizzato.

Anche questo è di un grande valore per il tuo SEO, e ne riparleremo più avanti.

I criteri per determinare i costi

1 – Il traffico (numero di visitatori unici)

È il criterio più evidente. Come per tutte le pubblicità, il costo dipenderà in gran parte dal numero delle stampe. Come fare per determinarlo? È probabile che il sito che ti interessa ti possa fornire dati come il numero dei visitatori unici, o la media delle stampe osservate per altri articoli sponsorizzati pubblicati in passato.

Similarweb propone ad esempio una stima del traffico. Questa stima non è mai affidabile al 100%, ma rimane comunque un buon indice di volume del traffico effettivamente ricevuto.

Ti sconsigliamo di prendere queste cifre per oro colato, e non esitare a verificarle online, con l’aiuto di strumenti specifici (gratuiti) come SimilarWeb.

2. L’autorità di dominio

Quando un media pubblica un qualsiasi contenuto in rapporto con il tuo prodotto o con il tuo lancio, la presenza di un link che rimanda al tuo dominio non mai assicurata al 100%. Per contro, puoi esigere che questo backlink appaia in un articolo sponsorizzato, con la possibilità di fornire addirittura il testo del link in questione (testo di ancoraggio)

Uno strumento gratuito per verificare facilmente l’autorità di dominio di qualsiasi sito, è il servizio Open Site Explorer di Moz.

Il valore di questo backlink dipende soprattutto dall’Autorità di Dominio (AD) del sito su cui apparirà. È un punteggio che riflette fedelmente la reputazione del sito rispetto a Google. Inoltre, se un link verso il tuo dominio appare su un sito ben visto da Google (alta Autorità di Dominio) questo favorirà di conseguenza il tuo proprio AD, il che a sua volta condurrà a una migliore visibilità nei risultati di ricerca. Un investimento a lungo termine, insomma!

3 – La richiesta del marchio

Il costo dipenderà sicuramente anche dalle esigenze che esprimerai in proposito. Una prima variabile d’aggiustamento è il numero di parole. Un articolo da 800 parole non costa lo stesso prezzo di un articolo di 300. Idealmente, cerca di assicurarti che l’articolo sponsorizzato pubblicato su tale media sia all’incirca delle stesse dimensioni degli altri post generalmente diffusi sullo stesso supporto.

4 – Il livello di esperienza del redattore

Come spiegato in precedenza, ordinando un articolo sponsorizzato non guadagni solo una certa visibilità, ma anche una creazione di contenuti, che va anch’essa remunerata. Un blogger ultra-esperto dallo stile impeccabile farà pagare probabilmente un po’ di più per i suoi servizi… ed è normale!

Un redattore esperto sarà forse più costoso, ma il risultato finale sarà molto probabilmente di miglior qualità. (Copyright: Glenn Carstens-Peters, Unsplash)

Troppo caro? A volte si può prendere in considerazione la possibilità di scrivere da sé i propri articoli. In tal caso si parla di comunicato stampa. L’aspetto nativo del contenuto è in questo caso rimesso in discussione, ma il budget ne risulta ovviamente più abbordabile. La scelta spetta a te!

5 – Il settore di attività

Esistono settori in cui le domande di articoli sono più forti. Ad esempio, la moda o le cripto monete. Inoltre, la legge della domanda e dell’offerta si applica, e le tariffe si alzano. D’altra parte, se operi in un settore più confidenziale con un’intensità concorrenziale minima, è probabile che il costo di un articolo sponsorizzato si riveli ben più ragionevole.

6 – La diffusione sui social

L’articolo verrà fatto circolare sui social del blog in questione? Questo può avere un impatto importante sul reach, e a lungo termine sul traffico generato sulla tua pagina prodotto. È essenziale chiarificare al massimo questo aspetto prima di effettuare l’ordine, e in particolare di mettersi d’accordo in anticipo sul numero di pubblicazioni sui social in questione, e su quanti tweet dovranno diffondere l’articolo una volta pubblicato.

Qualche cifra

Ormai lo avrete capito: i criteri sono talmente numerosi che è difficile proporre una griglia tariffaria standard, se non si vuole che sia un romanzo. Tuttavia, ti proponiamo comunque qualche cifra per aiutarti a vederci più chiaro prima di intraprendere le azioni necessarie.

In Francia, in generale, se hai a che fare direttamente con un blogger specializzato riconosciuto in un settore popolare come quello della moda, devi aspettarti di spendere più di 1000 €. Ad esempio, la blogger di Elles en parlent ha rivelato che il costo di un articolo sponsorizzato è di 1300€, anche se questo prezzo può variare secondo il marchio.

Il ricorso a una piattaforma specifica ti permetterà di guadagnare tempo prezioso che altrimenti dovresti impiegare per organizzare da te la tua pubblicità. Inoltre, i prezzi applicati sono generalmente meno elevati che non trattando direttamente con un media. (Copyright: Pixabay, Pexel)

Troppo caro? Ti resta l’opzione di ricorrere a una piattaforma centralizzata, che pratica prezzi più ragionevoli, in media intorno ai 300 €. Su getfluence.com, con un budget di 1000 €, potrai garantirti l’apparizione su un qualche media importante. Con 5000 € otterrai invece una visibilità garantita su un insieme di blog molto influenti e di media riconosciuti. L’iscrizione alla piattaforma è gratuita. Fatto questo, starà a te fare affari tra le centinaia di siti influenti iscritti!