Il marketing è sempre prolifico quando si tratta di inventare nuovi concetti e nuovi termini per accompagnarli. Tuttavia, dietro il fermento intorno all’“Agile Marketing” si nasconde un concetto che ti può davvero aiutare a sviluppare una strategia capace di fare la differenza per la tua campagna. Ecco il come e il perché.

Che cos’è l’Agile Marketing?

L’agile marketing è un approccio tattico basato sulla ricerca da parte del dipartimento di risorse umane di progetti ad alto potenziale, per concentrare gli sforzi di tutti in vista di realizzazioni collettive. I risultati vengono misurati in tempo reale, al fine di adattare e migliorare la strategia continuamente.

I team lavorano secondo una logica di “sprint”, periodi di tempo alquanto brevi e definiti in anticipo. Dopo ogni sprint, l’impatto delle ultime azioni viene misurato, per identificare quelle che hanno portato i migliori frutti al fine di essere generalizzate o intensificate.

L’agile marketing permette di conciliare creatività, incoraggiando la sperimentazione, e prestazioni, fondando ogni decisione su dati oggettivi.  (Copyright foto: Rawpixel, Pexels)

L’organizzazione agile promuove inoltre una filosofia secondo la quale il fallimento di una campagna precisa è inteso come un’opportunità, l’opportunità di imparare e di aumentare di conseguenza le possibilità di successo delle azioni future. Si tratta dunque di una filosofia piuttosto distante dalla mentalità francese, che tende a svalutare ogni sconfitta in modo più sistematico.

Principi e applicazioni

Tra i principi portanti dell’agile marketing, possiamo trovare:

  • La collaborazione piuttosto che la gerarchia,
  • La sperimentazione piuttosto che i grossi rischi,
  • Le iterazioni rapide e frequenti piuttosto che le ristrutturazioni complete,
  • Rispondere in reazione al cambiamento piuttosto che seguire ciecamente un piano predefinito,
  • I dati e i test piuttosto che le opinioni o i preconcetti.
L’organizzazione agile prevede una serie di riunioni quotidiane all’inizio della giornata, volte a fare il punto della situazione e esaminare l’avanzamento di tutti gli elementi della tabella di pianificazione. (Copyright: Rawpixel, Pexels)

Ogni sezione marketing può definire i parametri della propria organizzazione agile, ma in generale si possono ritrovare queste costanti:

  • La divisione del calendario in sprint, in genere di una durata di due settimane,
  • Lo stand-up meeting, ovvero una riunione rapida di inizio giornata, durante la quale i partecipanti fanno il punto della situazione in merito all’avanzamento delle loro missioni rispettive e degli eventuali ostacoli incontrati,
  • Una lavagna bianca (tipo Veleda) per seguire l’evoluzione del progetto, i punti già sviluppati, quelli in corso etc.,
  • Il lavoro di squadra. Il successo di uno sprint dipende da tutto il team, e mai da un membro in particolare.

I vantaggi dell’agilità

Concretamente, l’applicazione dell’agile marketing può aprire la strada a nuovi modi di coinvolgere il proprio pubblico target.

  • Rispondere con reattività ai cambiamenti del mercato,
  • Produrre rapidamente delle campagne e ottimizzarle nel corso del tempo,
  • Portare avanti numerose sperimentazioni e ripetere quelle che hanno fatto prova di efficacia,
  • Utilizzare gli apporti di altri dipartimenti per aumentare l’impatto della campagna di marketing,
  • Razionalizzare le scelte di marketing appoggiandosi su informazioni e test oggettivi.
Se applicato correttamente, l’agile marketing dovrebbe permettere un aumento rapido delle prestazioni…ma richiede comunque un massimo impegno da parte di ciascun membro del team. (Copyright foto: Rawpixel, Pexels)

I dipartimenti agili registrano un’attività più intensa, tassi di crescita continui e dipendenti più soddisfatti. L’organizzazione agile è quindi anche un modo di migliorare le prestazioni del proprio dipartimento in seno all’azienda.

Conoscere i limiti del sistema

Qualsiasi organizzazione agile di un dipartimento possiede i propri limiti o inconvenienti. Con l’agile marketing il ritmo è sostenuto, e gli sforzi richiesti ai team raddoppiano. Alcuni partecipanti potrebbero pertanto ritrovarsi sopraffatti dalla mole di lavoro, e sviluppare una sorta di rigetto per questo tipo di organizzazione del lavoro.

Allo stesso modo, i membri di un progetto tendono ad avere i paraocchi, sperimentando a un ritmo sostenutissimo ma a piccola scala. Potrebbero quindi rischiare di non riuscire ad avere una visione più globale della campagna, e a rendersi conto della necessità di una ristrutturazione globale, o addirittura della necessità di un annullamento della campagna.

Inoltre, il marketing è raramente il dipartimento leader di un’azienda. È possibile che il ritmo di esecuzione aumenti senza che pertanto i partecipanti del progetto degli altri dipartimenti siano in grado di seguirlo in sincronia perfetta, e questo porterebbe a una situazione di blocco generale.

Il passaggio a un’organizzazione agile esige generalmente un aumento della produttività da parte dei membri del team. Alcuni interessati vi vedranno una sfida stimolante, altri una forma di pressione contro produttiva. Adattare questa organizzazione alla cultura dell’azienda, per permettere una transizione meno traumatica possibile, spetterà al manager. (Copyright: Jordan Whitfield, Unsplash)

Last but not least, la responsabilità collettiva diluisce le responsabilità individuali. In caso di errore grave o di fiasco generale di una campagna, non sarà mai possibile identificare esattamente il colpevole, e sarà difficile per ciascuno imparare da errori commessi insieme ad altri.

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