Abbiamo già avuto modo di dettagliare le regole essenziali da rispettare per scrivere un articolo di qualità nel nostro post precedente ” Come scrivere un articolo sponsorizzato“. In questo nuovo post vorremmo offrirti un’altra serie di consigli per eseguire al meglio questo compito importante e altrettanto delicato.

Mantieni un tono personale

Il tuo cliente non ti ha ingaggiato solo per redigere un testo puramente informativo. Questo può farlo anche da solo! Un articolo sponsorizzato non è sinonimo di parafrasi del testo ufficiale del cliente, o di linguaggio corporate, noiosissimo per chiunque.

È proprio questo l’errore più frequente in cui ci si imbatte nel gestire l’ordine di un articolo sponsorizzato: scrivere con lo stesso tono formale e freddo di un comunicato stampa emesso dall’azienda. Un vero articolo sponsorizzato, invece, dev’essere innanzitutto…un vero e proprio articolo!

Quello che ti si richiede è conservare il tuo stile redazionale abituale: sei avvezzo a fare battute nei tuoi articoli? In tal caso non esitare a mantenere questo stesso tono simpatico e scherzoso, anche se il tema dell’articolo non vi si presta particolarmente. Hai tendenza a rivolgerti direttamente ai tuoi lettori quando scrivi? Puoi benissimo conservare questa particolarità anche nella redazione del tuo articolo sponsorizzato.

Cerca sempre di conservare la tua linea editoriale abituale nel redigere un articolo sponsorizzato. I tuoi lettori sapranno apprezzarlo. (copyright: Startup Stock Photos, Pexels)

Se il cliente ti ha scelto, vuol dire che sa cosa aspettarsi. Quello che si aspetta da te, in generale, è che tu scriva utilizzando lo stesso stile con il quale sei riuscito a conquistare il tuo pubblico. L’articolo sarà un successo solo se saprai rimanere fedele allo stile che ti ha reso famoso: solo così i tuoi lettori saranno reattivi al contenuto e il tuo cliente sarà soddisfatto della tua prestazione. È un primo passo verso una conversione effettiva.

Sii trasparente

Menzionare il carattere sponsorizzato dell’articolo non è solo una necessità morale, ma anche un obbligo legale. La verità è che raramente te lo chiederà il cliente stesso, ma in caso di ispezione da parte della Direzione Generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica, è a te che verranno a chiedere conto. Sta a te, insomma, rispettare la legge, anche se ciò non vuol dire per forza alienarsi il proprio pubblico. In genere, questo tipo di disclaimer è un buon compromesso:

 

“QUESTO ARTICOLO È STATO SCRITTO IN PARTENARIATO CON VODAFONE ITALIA, MA RIFLETTE IL MIO PUNTO DI VISTA PERSONALE”.

 

Ti starai dicendo: e se tutte le lodi che mi si richiede di esprimere non rispecchiano per nulla il mio punto di vista? Ebbene, in generale non dovresti accettare di scrivere articoli, anche se sponsorizzati, per prodotti o servizi che non apprezzi o nei quali non credi. Il tuo pubblico è il tuo bene più prezioso, lo hai costruito col sudore della fronte, forse ci hai anche messo anni. Non cedere all’avidità se questo implica di mentire ai tuoi lettori. Sarebbe una mossa assolutamente contro produttiva, soprattutto sul lungo termine, e per un magro compenso a breve termine non ne vale sicuramente la pena.

Scrivere un articolo sponsorizzato non dev’essere sinonimo di disonestà nei confronti dei tuoi lettori. Partenariato retribuito e onestà intellettuale non sono assolutamente due cose inconciliabili. (Copyright foto: Fernando Arcos)

Sii oggettivo

Inoltre, se ci sono alcuni aspetti che non ti convincono, non devi per forza occultarli. La cosa migliore che puoi fare è condividere sinceramente la critica in questione con il cliente. Per lui qualsiasi feedback onesto è sempre prezioso. E poi, questo gli permette di rassicurarti almeno parzialmente a riguardo.

Forse il cliente è cosciente di questo punto debole del suo prodotto e ha già previsto di risolverlo? In tal caso potrai aggiungere all’articolo: “Mi è dispiaciuto constatare la mancanza di questa funzionalità ma il fabbricante mi ha garantito che un aggiornamento del prodotto è previsto entro breve”. Oppure: “Avrei gradito la presenza di un gusto alla fragola. Buone notizie: il fabbricante mi ha avvertito che sarà disponibile fra pochi mesi!”. Questo conferisce un’oggettività ancora maggiore al tuo articolo, e tutte le parti possono trarre vantaggio da questa “critica” costruttiva.

Copyright: Stokpic, Pexels

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