Con il Native Advertising, la pubblicità viene ad integrarsi nel cuore del contenuto editoriale. Negli USA, il 90% degli editori online praticano questa forma di pubblicità, e in Francia la tendenza è la stessa. Esistono due formati principali, ma vengono spesso confusi. Scopri le differenze fondamentali tra articolo pubblicitario e articolo sponsorizzato, e i rispettivi vantaggi.

Articolo pubblicitario: il precursore della pubblicità nativa

Non sono i webmarketer ad aver inventato l’articolo sponsorizzato. È da molto tempo che lo si può ritrovare nelle pagine dei giornali, sotto forma di reportage di una pagina dedicato a un marchio o a un prodotto, che riproduce l’impaginazione del giornale i questione. L’articolo sponsorizzato è in un certo senso l’antenato del native advertising!

L’articolo sponsorizzato ha riscosso un grande successo, soprattutto sulle riviste femminili. (Copyright: Charisse Kenion, Unsplash)

Non stupisce che il formato sia sopravvissuto alla rivoluzione di internet. Proprio come per la carta stampata, l’autore dell’articolo online altri non è che il marchio stesso. Si tratta quindi di una pubblicità parzialmente nativa, in quanto la linea editoriale del supporto non viene sempre rispettata, e pertanto il contenuto non risulta più cosi’ nativo. Il linguaggio in effetti è abbastanza formattato, come potrebbe essere quello di un articolo sponsorizzato.

Articolo sponsorizzato: affidarsi al blogger

È l’autore a differenziare l’articolo sponsorizzato.  Contrariamente all’articolo pubblicitario, non è il marchio a redigere l’articolo, ma il redattore del blog o del sito su cui viene diffuso.

L’ articolo sponsorizzato è redatto direttamente dal blogger stesso. Questo è remunerato per la redazione dell’articolo e er la visibilità offerta attraverso il suo sito. (Copyright: Pixabay, Pexels)

Il contenuto creato acquisisce più autenticità e tende ad essere più apprezzato dal pubblico del sito. L’inserzionista dovrà prendersi al gioco e imparare ad affidarsi alle competenze del blogger. Ciò non vuol dire che non può imporre una serie di consegne ben precise in merito alla redazione, e di esigere una serie di feedbacks prima della diffusione. Per il resto, ti invitiamo a rileggere il nostro articolo dedicato alla questione: ” Articolo sponsorizzato: quando e come avervi ricorso “.

Le opzioni degli inserzionisti

L’articolo sponsorizzato è un formato adatto ai marchi che desiderano rendere la loro comunicazione ermetica, in settori strategici come il nucleare, l’industria dell’armamento o quella farmaceutica. Può inoltre essere adatta alle imprese che operano in nicchie. Ad esempio: per l’industria dei portali automatici è molto difficile conquistare un minimo di copertura mediatica, o di trovare un blogger abbastanza qualificato da poter o voler scrivere su questo tema e abbordare le particolarità del prodotto.

Negli altri casi, l’articolo sponsorizzato appare come la scelta più saggia. Infatti, si inserisce meglio nella linea editoriale del sito, e la cauzione del suo autore contribuisce a rassicurare il pubblico del sito. Tuttavia, è più costoso di un articolo pubblicitario, in quanto oltre alla visibilità sul sito anche l’inserzionista si avvale delle competenze del redattore dello stesso sito. Il blogger diventa cosi’ un vero e proprio attore della campagna. Se l’autore è lui, è molto più probabile che condivida l’articolo sui propri social, offrendogli una migliore visibilità.

I blogger devono il proprio successo propri al fatto di essere capaci di creare contenuti originali e coinvolgenti Approfitta anche tu del loro talento! (Copyright: Bruce Mars, Pexels)

Il modo originale di sviluppare il tema del blogger o la sua creatività potrebbe stupirti. Potrai in seguito riutilizzare il suo sguardo particolare per la tua comunicazione di marchio, se ti ha convinto.

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