Il marketing di Influenza rimette in risalto la dimensione creativa e più autentica del marketing, in un periodo in cui i marketer sono sempre più incitati a focalizzarsi su mere questioni di cifre. In questo articolo ti spieghiamo perché il Marketing di Influenza non è una scienza esatta, e perché non ha senso associarvi degli obiettivi di rendimento troppo precisi.

Il marketing online, la performance ad ogni costo

Fin dall’arrivo del marketing online, gli inserzionisti hanno saputo approfittare dei dati generati (numero di impressioni, di clic) per ottenere le prestazioni reali della loro campagna, ottimizzarla in tempo reale e ottenere rapporti completi e dettagliati, che includano il sacrosanto ROI, troppo complicato da calcolare quando si trattava di pubblicità per la TV o di pannelli pubblicitari. Il mestiere si è poi professionalizzato ancora di più, con l’arrivo di nuovi dati, ottenuti grazie ai tracker. Finalmente era possibile ottimizzare le campagne a seconda delle conversioni, anche se queste avevano luogo al di fuori del supporto iniziale della pubblicità, grazie a cookie registrati sul computer dell’internauta (in generale senza il suo consenso).

Il Marketing di Influenza, è difficile per l’inserzionista anticipare precisamente performance essenziali come l’indice di conversione o il ROI. (Copyright: Rawpixel, Unsplash)

[/caption]Il mestiere di webmarketer si stava progressivamente mutando in analista di dati. Le offerte di lavoro richiedevano sempre più profili “ data-driven”. Il titolo stesso del mestiere iniziava ad essere rimesso in discussione a causa dell’emergere di un nuovo profilo: il Growth Hacker, ovvero una figura professionale incaricata di generare la crescita, pur sempre mobilizzando i canali marketing, ma soprattutto incitando l’acquisizione di nuovi clienti con un unico obiettivo: la crescita. Detto altrimenti: fare soldi. E a questo punto hanno fatto il loro ingresso i test A/B, gli indici da ottimizzare in tempo reale, i ROI studiati alla perfezione…e chi più ne ha più ne metta.

La messa in dubbio dell’ossessione delle cifre

Ed ecco che il Marketing di Influenza entra in gioco offrendo una serie di nuovi vantaggi: migliorare la notorietà del marchio, un attivo per definizione piuttosto difficile da misurare. I patiti di cifre si sono subito diffidati di questo nuovo canale. Investire senza essere capace di anticipare il ritorno su investimenti? Impensabile.

Il marketing di influenza ha permesso ai marketer che lo hanno provato di ottenere risultati stupefacenti. (Copyright: Samuel Zeller, Unsplash)

Nonostante ciò il marketing di influenza ha fatto prova di un’efficacia di gran lunga superiore a quella degli altri canali. Laddove l’efficacia delle pubblicità sociali su Facebook tendeva a diminuire, i marchi che facevano ricorso agli influencer ottenevano un’impennata delle proprie vendite. E in poco tempo il Marketing di Influenza, nonostante il suo carattere effimero, si è imposto come un canale inevitabile, per tutti.

Numeri poco affidabili

Di fatto i dati esistono, primi fra i quali il numero di abbonati sui social media, o il traffico per un blog o sito influente. Ma basare solo su questi tutti gli obiettivi o le proiezioni di successo è rischioso. Infatti, per quanto riguarda i blog, va data fiducia alle cifre annunciate, oppure ci si deve basare su dei servizi capaci di fornire stime più o meno precise, come Alexa. In entrambi i casi, previsioni precise al 100% non possono essere garantite. Per quanto riguarda i social media, il numero di abbonati non va preso come una verità assoluta: potrebbe essere stato gonfiato artificialmente grazie a tecniche di automatizzazione specifiche, o aver ereditato una sorta di “gloria” passata, anche se influencer non é sempre sinonimo di autorità.

In definitiva, l’indice di coinvolgimento è l’unico indice che conta davvero. Vanno presi in considerazione anche una serie di altri valori astratti, come la reputazione dell’influencer, la percezione del suo pubblico e la fiducia che gli si concede.

Hai verificato accuratamente la reputazione dell’influencer o del blogger con cui intendi associare la tua immagine? (Copyright: Noelle Otto, Pexels)

[/caption]Ma c’è di più: la personalità di un influencer o di un blogger è un aspetto importante quanto il suo numero di abbonati o il suo traffico. Infatti, associando il tuo marchio a una voce, associ anche l’immagine di marchio con l’immagine di questa voce.

Una tendenza alla razionalizzazione

Il Marketing di Influenza concentra parti sempre più ingenti del budget marketing totale, ma è anche normale reclamare ORDRES DE GRANDEUR, in mancanza di garanzie precise e sicure in merito alle prestazioni attese. Quest è il tema che trattiamo nel nostro articolo sulle tendenze 2018 dell’Influencer Marketing. Va comunque detto che il Marketing di Influenza non potrà mai essere prevedibile come un’ennesima campagna Facebook o Gogle AdWords.

Ogni campagna comporta sempre qualche sorpresa. Ad esempio il post di un micro-influencer che finisce col generare un traffico molto più elevato di quanto non ci si potesse aspettare tenuto conto della sua impronta sociale, oppure un mega-influencer i cui risultati in termini di ROI si rivelano invece al di sotto delle aspettative, tenuto conto della sua notorietà. Tutti questi tipi di parametri ridefiniscono il nocciolo del lavoro del webmarketer in termini meno basati su pure cifre.

Copyright foto: Startup Stock Photos, Pexels

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